Pedana vibrante Nemes Bosco

Stimolazione meccanica neuromuscolare: l’effetto della vibrazione sulla forza muscolare e sul profilo ormonale

Il sistema muscolare-scheletrico costituisce una complessa macchina biologica alla locomozione umana. Per poter svolgere e realizzare le varie richieste funzionali questo sistema cambia continuamente struttura e metabolico, rispondendo all’uso con modificazioni sia nella forma che nella forza.

I due organi sono disegnati per poter sostenere lo stesso livello di tensione a cui viene sottoposta la struttura ossea. Questo sovraccarico costante assicura uno stimolo biologico attraverso fattori strutturali e metabolici mantenendo i tessuti sia delle ossa sia dei muscoli dentro un limite di sicurezza funzionale. Un periodo di riposo prolungato a letto o di immobilizzazione causata da infortuni, può indebolire la due strutture tanto da limitare le funzioni. Alcune malattie comuni, come osteoporosi o miositi, riducono la qualità e la quantità delle strutture ossee e muscolari, con relativa degenerazione patologica dei due tessuti.

Quando i carichi giornalieri da sostenere sono drasticamente ridotti ne scaturisce un rimarchevole adattamento miogeno atrofico, la cui emivita dura circa 8-10 giorni, con conseguente degradazione selettiva della struttura proteica, che forma la componente contrattile del muscolo, soprattutto a carico delle fibre lente. Tali condizioni rappresentano la causa principali delle disfunzioni a carico del sistema osteo-muscolare-articolare che sopraggiungono con l’avanzamento dell’età. E’ stato suggerito che esercizi di breve durata ma di altissima intensità producono effetti positivi sulle strutture osteo-muscolari ed articolari, tanto che, sia la massa che la forza , sono mantenute ad un livello elevato in risposta a questi sforzi ciclici.

La locomozione umana che si realizza giornalmente, rappresenta lo stimolo meccanico minimo che assicura il tono muscolare di base. Questo stimolo che generalmente viene richiesto per vincere la forza di gravità è appena sufficiente a proteggere le ossa da fratture. Infatti durante la locomozione, al momento dell’impatto al suolo, un treno di onde d’urto vengono generate e trasmesse lungo tutto il corpo. Queste vibrazioni vengono trasmesse attraverso il piede, la gamba, la colonna vertebrale ed il collo. Tutto ciò rappresenta un forte stimolo per la formazione delle ossa durante la vita dell’uomo. Sfortunatamente, la moderna concezione della vita limita fortemente l’attività di movimento con un forte incremento dell’ipocinesia. In tali condizioni, l’effetto negativo per il sistema muscolare-scheletrico che ne consegue è inevitabile. Per compensare la mancanza di movimento sono stati pianificati diversi progetti per stimolare ed indurre la popolazione ad aumentare l’attività fisica. Purtroppo, per mancanza di attrezzatura e stile di vita errato tutto ciò non avviene. A tale proposito è stato suggerito un nuovo metodo di allenamento che utilizza come fattore di stimolo gli effetti indotti dalla vibrazione meccanica. Infatti è stato dimostrato che il trattamento con vibrazione meccanica rappresenta un forte stimolo per l’intero organismo e specialmente per il sistema neuro-muscolare e scheletrico.

STUDI SULLA VIBRAZIONE APPLICATA IN GERIATRIA ED IN OSTEOPOROSI

Anche se gli studi rivolti all’applicazione della vibrazione per migliorare l’osteoporosi (osteopenia) sono difficili da reperire nella letteratura internazionale, si può fortemente suggerire che questo nuove metodologie presentano indicazioni efficaci inequivocabili. Questa affermazione sono suffragate dal fatto che l’evidente miglioramento delle funzioni muscolari indotte dalla somministrazione di trattamenti vibratori producono sollecitazioni efficacissime sulla funzione biologica delle ossa su cui si inseriscono. Queste sollecitazioni si evidenziano specialmente sull’asse trasversale, che è quello più debole e quindi più soggetto a fratture (Bosco 1999). recenti studi presentati nella famosa rivista Nature da Rubin, suggeriscono che la vibrazione potrebbe sostituire l’intervento farmacologo per curare e prevenire l’osteoporosi (Rubin e cool. Nature, 441: 603-604, 2001). Infine occorre ricordare che, per prevenire i devastanti effetti della microgravità, gli astronauti sia della NASA che dell’ESA vengono allenati con le vibrazioni.

STUDI SULLE VIBRAZIONI APPLICATI IN CAMPO SPORTIVO

E’ stato dimostrato che trattamenti con vibrazioni incrementano il volume respiratorio ed il volume minuto ventilatorio. Questa risposta con molta probabilità sono da attribuirsi a riflessi vibratori segmentali relative ai muscoli inspiratori ed espiratori (Homma e coll, 1981). Un miglioramento del comportamento meccanico dei muscoli estensori delle gambe (potenza meccanica sviluppata durante esercitazioni alla pressa con carichi di 70-80kg) è stato notato in alcune pallavoliste di livello nazionale dopo la somministrazione acuta di soli 10 minuti di vibrazione (Bosco e coll, Clin.Physiol. 19, 2:183-187, 1999). Questi trattamenti vibratori furono somministrati in due set di cinque minuti ciascuno, alternando ad un minuto di vibrazione un minuto di pausa per un totale di cinque minuti effettivi di vibrazione ogni set. Le atlete furono sottoposte a trattamenti di vibrazione totale mentre si trovavano in posizione di mezzo – squat sopra una piattaforma vibratoria che oscilla ad una frequenza di 30 Hz circa (Bosco e coll. 1999). In un successivo esperimento è stato osservato, in atleti ben allenati, un incremento della potenza muscolare durante la prestazione di salti dopo solo 10 giorni di trattamento con stimoli vibratori applicati solo per dieci minuti al giorno.

INDICAZIONI

Ÿ La prevenzione medica (osteopenia ed osteporosi)

Ÿ Nel campo della salute in generale

Ÿ Nel campo della cosmesi

Ÿ La terapia fisica

Ÿ La prevenzione e la riabilitazione sportiva

Ÿ Gli atleti di alto livello