L’ipertermia

Il calore, variamente prodotto, ha sempre svolto un ruolo di grande importanza nel trattamento di numerose patologie dell’apparato locomotore ed in particolare delle lesioni muscolari e tendinee. Le tecniche convenzionali per il riscaldamento dei tessuti biologici umani provengono da due categorie principali:

  • quelle a produzione di calore esogeno quali sabbiature, impacchi caldo umidi, acque termali e fanghi, riscaldano i tessuti per effetto conduttivo;
  • quelle a produzione di calore endogeno quali radarterapia, manconiterapia, ultrasuoni, sfruttano l’effetto Joule prodotto dalla conversione in energia elettromagnetica o sonora in calore,scaldando quindi il tessutodall’interno.

Esiste poi un terzo gruppo che può essere definito misto, poiché associa ad una sorgente esogena una sorgente endogena.

Studi comparativi sull’uso del calore su tessuti muscolari, tendinei ed articolari, effettuati con tecniche termodinamiche endogene, esogene e miste, hanno dimostrato che:

  • le temperature terapeutiche sono solo quelle comprese tra 41°C e 45°C;
  • un incremento significativo della pressione sanguina a livello del microcircolo avviene solo in funzione di un aumento di temperatura del tessuto riscaldato la soglia dei 41°C;
  • le tecniche esogene non raggiungono temperature terapeutiche e producono un riscaldamento prevalentemente cutaneo.

Le tecniche endogene convenzionali riscaldano a temperature terapeitiche solo volumi di tessuti ridotti (10/30 cm3), ad una profondità massima di 1,8 cm e con notevoli effetti collaterali quali il sovradimensionamento della cute, del tessuto adiposo sottocutaneo e la formazione di punti iperalgici. Le apparecchiature di ipertermia, introdotte di recente anche in medicina fisica e riabilitativa, rientrano nell’ambito delle tecniche miste, in quanto, associano ad una fonte endogena che eroga energia elettromagnetica ad una frequenza di di 434MHz, la sorgente esogena oltre a favorire il trasferimento di energie nei tessuti, limitando la perdita di microonde nell’ambiente, mantiene la temperatura dei tessuti superficiali a valori controllati. L’ipertermia è in grado di riscaldare volumi di dimensioni comprese tra 100-200 cm3 a temperature tra il 41°C ed i 45°C sino a 5 cm di profondità.

Per cosa è indicata:

Le patologie che traggono maggior vantaggio dalle applicazioni di ipertermia sono quelle che beneficiano sia di un maggior flusso ematico sia dell’incremento del metabolismo cellulare legato all’aumento della temperatura tessutale. Tra le patologie che possono essere curate con successo sono indicate quelle che costringono persone normali a periodi di interminabili cure, spesso con scarsi risultati o complicazioni successive. Tali patologie sono:

  • Patologie muscolari e tendinee acute e croniche
  • Fibrosi e calcificazioni dei tessuti
  • Distorsioni
  • Ematomi e versamenti post-operatori e post-traumatici
  • Periartritici
  • Sindromi del tunnel carpale
  • Sindrome della cuffia dei rotatori
  • Coxartrosi
  • Epicondilite
  • Gonartrosi
  • Tendinosi